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Uruky, un metamotore di ricerca europeo a pagamento da tenere d’occhio

Uruky

📅 Pubblicato il

Uruky è un metamotore di ricerca europeo, a pagamento e attento alla privacy, che non chiede alcun dato personale. Lo abbiamo provato per un mese.

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Nel panorama dei motori di ricerca alternativi c’è un progetto nato da pochissimo, gennaio 2026, da tenere d’occhio. Si chiama Uruky ed è, di fatto, un tentativo tutto europeo di portare in scia un modello già visto con Kagi: un metamotore di ricerca a pagamento, senza pubblicità e con un’attenzione molto forte alla privacy. Lo staff ci ha fornito un codice di accesso e lo stiamo provando ormai da un mese circa, quindi è il momento di mettere nero su bianco pregi e difetti.

Cos’è, esattamente?

Partiamo da una precisazione importante: Uruky non è un motore di ricerca vero e proprio, nel senso che non ha un indice del web costruito in casa. È un metamotore, ovvero un aggregatore che interroga in parallelo diversi fornitori di ricerca e vi restituisce un unico elenco di risultati. La particolarità, e qui arriva la parte interessante, è che i provider utilizzati non includono né Google (direttamente) né Microsoft: i risultati arrivano da EUSP, Mojeek, Linkup, Marginalia e Serper. Quest’ultimo, a onor del vero, funge da ponte verso Google, ma il resto è roba piuttosto indipendente.

Di metamotori liberi e ben fatti ce ne sono altri, SearXNG su tutti, ma chi ha provato a usarne un’istanza pubblica conosce i limiti: timeout, rate limit, risultati ballerini. Uruky si colloca su un piano diverso, più simile a un servizio professionale gestito, proprio sullo stile di Kagi ma con l’ambizione di restare completamente europeo.

Privacy: zero dati, solo un numero

Questa è probabilmente la parte che ci ha colpito di più. L’approccio alla registrazione è identico a quello di Mullvad VPN: non vi viene chiesto nulla. Niente email, niente nome, niente telefono. Al momento della sottoscrizione ricevete un semplice ID utente, un numero che potete “ricaricare” quando l’abbonamento scade. Nel database di Uruky finiscono soltanto il numero dell’account, il timestamp della creazione e l’ID dell’ultimo pagamento (quest’ultimo conservato per quindici giorni, giusto il tempo di gestire eventuali rimborsi). Le sessioni attive vengono tracciate per massimo 30 giorni, contengono solo paese d’origine e tipo di dispositivo (desktop o mobile) e potete cancellarle manualmente quando volete.

Per i pagamenti: al momento accetta carta di credito, PayPal e, cosa piuttosto rara, anche Satispay. Non ci sono invece criptovalute, ma il team dice che in futuro vorrebbero aggiungere il pagamento in contanti. Il costo è di 5€ al mese, significativamente più basso dei 10$ (più tasse) richiesti da Kagi.

Come funziona l’interfaccia e che opzioni ci sono

Graficamente è sobria, pulita, niente fronzoli. I risultati arrivano rapidi, il sistema ha un timeout configurabile da 1 a 4 secondi per i provider, e la lettura è confortevole. Le opzioni ad oggi non sono moltissime ma un paio sono davvero ben pensate: potete riordinare l’ordine di priorità dei provider di ricerca, aggiungere motori di fallback e, soprattutto, potenziare o escludere singoli domini. Quest’ultima funzione, in particolare, è una piccola chicca: se un sito vi esce sempre in cima e non lo sopportate, lo potete nascondere del tutto o semplicemente farlo scendere dai risultati.

Tra le altre cose potete generare un URL per usare Uruky in modalità incognito, scegliere una lingua e un paese predefiniti, attivare o disattivare il safe search, personalizzare il tema (dark, light o automatico) e decidere se nascondere filtri, contatore risultati o paginazione. Infine, per chi ci è affezionato, sono supportati i bang in stile DuckDuckGo: !g per Google, !w per Wikipedia, !d per DuckDuckGo, !e per Ecosia e così via.

I risultati come sono?

Onesti. Non ai livelli di Google né di Kagi, ma per un uso quotidiano “normale” funzionano meglio di quanto ci aspettassimo. Per le query molto specifiche o complesse la differenza con un motore maturo si sente, ma è anche vero che ormai molte persone le ricerche articolate le fanno direttamente con un LLM e i motori di ricerca di non vengono più utilizzati “come una volta”. Molti oggi chiedono prevalentemente cose rapide e lineari e in questo scenario, Uruky regge più che dignitosamente.

Il codice sorgente e la questione licenza

Qui tocchiamo uno dei punti più particolari del progetto. Il codice non è pubblico: è source-available, cioè potete ottenerlo, ma solo a pagamento, firmando un NDA e un accordo di non concorrenza. Potete usarlo per self-hosting personale e familiare, non potete distribuirlo né utilizzarlo a fini commerciali senza permesso. È un modello insolito e, dobbiamo dirlo, questo non è software libero secondo nessuna definizione classica. L’obiettivo del team è chiaro: difendere idea e modello di business da chi potrebbe copiarli in blocco, essendo loro un piccolissimo team senza investitori alle spalle. È una scelta discutibile ma comprensibile, e va detta con chiarezza: chi cerca un metamotore puramente FOSS deve guardare altrove (SearXNG, appunto). Chi invece è disposto a pagare un servizio curato sacrificando questa libertà, trova qui una proposta sensata.

Cosa manca (e dove serve lavorare)

Essendo un progetto giovanissimo, le mancanze ci sono e non sono poche. Al momento Uruky offre soltanto la ricerca web: niente immagini, niente news né altro. Il team ha spiegato che la ricerca immagini è considerevolmente più costosa, i provider indipendenti scarseggiano e c’è il problema NSFW da gestire, quindi per ora la soluzione suggerita è appoggiarsi ai motori di fallback come Ecosia.

Il tasto più dolente però è l’esperienza utente complessiva. Se Uruky dichiara di voler competere con Kagi, ed è un’ambizione ambiziosa ma legittima e che sosteniamo, allora su questo fronte c’è moltissimo da fare. Mancano del tutto i widget informativi che altri servizi, anche molto meno privati, offrono da anni: cercando “Milano” non otterrete un riquadro con le informazioni essenziali sulla città, cercando il nome di una squadra non vedrete il risultato dell’ultima partita, cercando una conversione non avrete il box pronto all’uso. Sono tutte piccole cose che su DuckDuckGo, Kagi o Google diamo ormai per scontate e che qui, al momento, semplicemente non esistono. Non c’è nemmeno una roadmap pubblica chiara, il che significa che per capire a cosa stia lavorando il team bisogna passare dalla pagina what’s new e incrociare le dita.

A questo si aggiunge un’osservazione più di fondo: pagando un servizio ci si aspetta qualcosa in più del “semplicemente non essere tracciati”. Al momento Uruky, dal punto di vista delle feature, somiglia un po’ troppo a uno Startpage con un backend diverso. Specializzazioni verticali e widget contestuali darebbero valore aggiunto e giustificherebbero meglio il prezzo.

Considerazioni finali

Uruky è un progetto giovane, piccolo, europeo e con una postura etica che nel panorama attuale fa piacere vedere. Non ha investitori né la potenza di fuoco di Google, non è software libero e ha ancora parecchia strada da fare sul fronte delle funzionalità e dell’esperienza utente. Ma fa bene quello che promette: cerca, non vi traccia, non vi chiede dati, costa poco e, cosa non banale, è interamente gestito in Europa senza appoggiarsi a indici come Yandex (a differenza di Kagi per esempio).

In questa fase, sottoscrivere un abbonamento è soprattutto un atto di fiducia verso un progetto che prova a ritagliarsi uno spazio difficile. Se vi piace l’idea e volete incentivarne la crescita, i 5€ al mese sono spesi ragionevolmente; se invece cercate uno strumento già completo e maturo, probabilmente è meglio aspettare ancora qualche mese e tornare a valutarlo più avanti.


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skariko
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Autore ed amministratore del progetto web Le Alternative

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