Gli articoli di Cassandra Crossing sono sotto licenza CC BY-SA 4.0 | Cassandra Crossing è una rubrica creata da Marco Calamari col “nom de plume” di Cassandra, nata nel 2005.
È stato pubblicato il programma completo di e-privacyXXXVIII@Firenze – 24 aprile 2026!
Questo articolo è stato scritto il 8 aprile 2026 da Cassandra
e-privacy XXXVIII a Firenze: “Privacy senza Garante o Garante senza Privacy?”
Processo al Garante per la Protezione dei Dati Personali
Il 24 aprile 2026 a Firenze, organizzato dal Progetto Winston Smith e da Hermes, si terrà e-privacy XXXVIII; il tema di quest’anno, volutamente provocatorio è:
«Privacy senza Garante o Garante senza Privacy?»
Processo al Garante per la Protezione dei Dati Personali
La protezione della privacy in Europa è scivolata lungo un piano inclinato, passando da imperativo etico a feticcio burocratico. Mentre il cittadino si barcamena in un mare di consensi estorti da banner che nascondono centinaia di partner silenti, la tutela reale appare intermittente e, troppo spesso, opaca.
La contraddizione è manifesta; un apparato legislativo tra i più temibili al mondo genera, nella pratica, una messa cantata della conformità che non protegge l’individuo e non guida il mercato, ma produce costi di adempimento che solo i grandi attori possono assorbire senza scosse.
Il “Processo”
Al centro del nostro processo siede l’Autorità Garante, oggi sospesa tra un ruolo istruttorio poco trasparente e un ruolo decisorio privo di una reale accountability multidisciplinare.
Il Capo d’Imputazione
Il dubbio che solleviamo riguarda la natura stessa di questo presidio: può un organo puramente giuridico, che seziona la norma ignorando la realtà dei sistemi socio-tecnici, governare la complessità del digitale? Siamo di fronte a un’Autorità che rischia di guardare ma non vedere, comunicando attraverso sanzioni che le Big Tech derubricano a meri oneri accessori, mentre l’indipendenza della funzione viene minata da derive mediatiche o da inquietanti incursioni nella riservatezza dei singoli per fini di controllo interno.
Ecco che il concetto di sovranità digitale europea si infrange contro la realtà delle infrastrutture. In un momento in cui le grandi potenze parlano esplicitamente di controllo strategico, l’Unione risponde con una frammentazione incoerente. Il paradosso raggiunge il culmine nel subappalto della sicurezza nazionale a fornitori che rispondono a giurisdizioni straniere, una scelta che nessun perimetro di sicurezza normativo può sanare se privo di un’alternativa tecnologica autonoma basata su standard aperti.
A cosa servono leggi che il mondo ambisce a copiare, come il Cyber Resilience Act o le norme sulla responsabilità del software previste per il 2026, se la difesa dei dati — fulcro della nostra economia — rimane affidata a una filiera di cui non possediamo le chiavi?
Attori cercasi
Come nel caso del precedente processo Veneziano al Cloud del 2017 (https://e-privacy.winstonsmith.org/e-privacy-XXII.html), anche questo “processo” non potrà realizzarsi senza l’indispensabile contributo di chi si candiderà a impersonarne i ruoli necessari:
- Imputato
- Collegio d’accusa
- Collegio di difesa
- Parti civili
- Giuria popolare
Cosa serve a questa Italia in questa Europa?
Il Progetto Winston Smith non cerca contributi che offendano, ma che osino forzare i fatti a rispondere alla realtà. Invitiamo gli autori a confrontarsi con i seguenti interrogativi:
- quale forma di controllo è credibile nel XXI secolo? È ipotizzabile una giustizia europea unica o una co-regolazione che restituisca responsabilità individuale e tutela civica attraverso la tecnologia stessa?
- come integrare cultura tecnica, economia politica e diritto affinché l’applicazione delle norme non richieda anni e non si risolva in sanzioni irrisorie?
- la via europea deve inseguire oligopolisti speculari a quelli statunitensi o può fondarsi su un mercato pluralista garantito da standard aperti?
- ha ancora senso che ogni Paese agisca in modo indipendente nella difesa di un ecosistema che, per sua natura, è transnazionale?
Gli interventi
Il Progetto Winston Smith invita a mettere in relazione la privacy con le pratiche quotidiane e i grandi equilibri di potere. Cerchiamo analisi che distinguano le garanzie dalla retorica e la tutela dal mero esercizio di potere.
Gli obbiettivi
- Smascherare le fragilità del modello attuale: indipendenza formale, legittimità sostanziale, responsabilità diffusa.
- Valutare se l’enforcement europeo sia reale tutela o teatro regolatorio.
- Proporre modelli alternativi: giustizia unica, class action, co-regolazione, auto-tutela civica.
- Misurare costi, benefici e danni collaterali dell’iper-regolazione.
- Restituire al dibattito una dimensione geopolitica e sociale, non solo giuridica.
Il programma
Il programma degli interventi è disponibile su https://e-privacy.winstonsmith.org/
Vi aspettiamo.
Marco Calamari

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